Un talento naturale nel comunicare, un incontro casuale ma fortunato con la Radio che oggi l’ha consacrata come una delle dj più amate d’Italia. Lei è Petra Loreggianstorica voce di RDS, in onda insieme a Giovanni Vernia. Classe 1972, mamma di Leone e compagna di Andrea Mazzantini. Bella e preparata, con gli occhi romantici e una voce rock, conquista tutti per simpatia e autenticità.
Nel 2000 è stata protagonista del noto spot di Tim, a bordo di una barca a vela insieme a Gaia Bermani Amaral e Cristina Monina. Ma Petra è molto di più : conduttrice e volto tv , ma soprattutto una voce coinvolgente. La riconosci subito. Al primo ascolto dici Ecco, è Petra! E questa è RDS!

Mi piace ascoltarla in viaggio, ormai è una di noi, talmente presente durante i nostri spostamenti in famiglia.
Per questo, con entusiasmo abbiamo realizzato una piacevole intervista. Mi aveva inviata a Milano, negli studi di Rds ma con il lockdown da coronavirus l’incontro è saltato, e la chiacchierata è diventata virtuale.

Prima di tutto, come stai? come e dove stai affrontando la quarantena? 
Sto bene grazie! Sono in casa con la mia famiglia e fortunatamente grazie a RDS posso continuare a trasmettere anche da casa, tutti i giorni, come fossi in studio.

Sei una delle voci più amate in una delle radio nazionali più ascoltate. Una bella responsabilità. Ma chi è realmente Petra?
Quello che sono nella vita di tutti i giorni poco si discosta da ciò che le persone sentono in onda, sono molto spontanea nelle cose che faccio. Difficilmente chi mi conosce realmente sente che la persona al microfono è diversa da quella che incontra al bar, ora più che mai visto che spesso le telecamere dei social sono puntate sulla nostra vita h 24.

Quali sono i tuoi amori più grandi, oltre a tuo figlio e alla tua famiglia? 
I miei tre gatti, Gonzalo, Percy e Snoopy e l’amore per i viaggi, che sono per me un tassello fondamentale della vita.

Come nasce la tua passione per la radio? 
Ho cominciato per caso grazie a Claudio Cecchetto, ma non sono mai stata di quello zoccolo duro fatto di cassettine e fedeltà ai programmi. Ho provato, il mezzo mi piaceva molto e riuscivo a trasmettere con molta semplicità. Tutto risultava molto naturale come se fosse una cosa che già facevo da tempo. Con gli anni, ovviamente affini la tecnica, soprattutto in una radio come la mia detta in gergo “di flusso”, dove il parlato è concentrato in pochi minuti. Devo dire che la radio ha scoperto me, non il contrario.

Ti riascolti mai? 
Pochissimo, e faccio male perché è un esercizio molto utile. Mi riascolto nel doppiaggio o quando faccio fare voice over: lì sono piuttosto pignola.

Se non avessi intrapreso una carriera artistica, che cosa avresti fatto da grande? 
Avrei sicuramente sviluppato una carriera in ambito turistico, un mondo che ha fatto parte della mia vita nei primi anni lavorativi e a cui sono ancora molto legata.

La radio è lo strumento di comunicazione più antico, eppure di grande modernità, capace di stare sempre al passo con i tempi. Arriva ovunque, in ogni momento. Com’è fare radio oggi? 
Oggi vuol dire soprattutto intrattenere un popolo annoiato e spaventato per tutto ciò che sta accadendo. Ma sono certa che la radio stia riprendendosi tutto il suo ruolo in pieno, quello di “fare compagnia”, essere il sottofondo sereno e felice di cui tutti abbiamo bisogno in questo momento così difficile.

Sei una grande comunicatrice, del saper ben parlare ne hai fatto un’arte. Come hai spiegato a tuo figlio Leone quello che il coronavirus sta provocando nelle nostre vite? 
Leone segue con noi l’informazione, la spieghiamo con parole semplici dove serve. Ma non lo abbiamo mai tenuto all’oscuro dei fatti, né indorato la pillola. Sono sicura che la nostra vita e anche la sua cambierà inevitabilmente, bisogna esser pronti soprattutto a saper vivere una nuova esistenza, senza rimpiangere quella che non avremo più.

Petra Loreggian. Foto di Marianna Sanvito.

Cosa farai appena la situazione in Italia tornerà ad una seppur nuova normalità? 
Viaggerò e viaggerò e viaggerò il più possibile!

Come vedi il tuo futuro? 
In questo momento so di essere una persona preparata, in senso stretto del termine. Ho affrontato questa emergenza cercando di vedere molto più in là rispetto ai vari termini che venivano proposti. Non ho vissuto in apnea aspettando che finisse. in un futuro più lontano mi rivedo a Bali, terra che ho amato e in cui ho vissuto , sulla mia meravigliosa casa vista risaia.